Alexandria Ocasio-Cortez, una campagna elettorale non convenzionale a New York

Alexandria Ocasio-Cortez, una campagna elettorale non convenzionale a New York

Nessun finanziamento dalle lobby, identità visiva efficace, presenza in strada e nella comunità

Le elezioni americane di midterm si avvicinano e in un distretto di New York (il quattordicesimo) una giovane donna di 28 anni sta conducendo una campagna elettorale inedita e inaspettata per un seggio al Congresso americano. Mentre il mondo “occidentale” sembra in preda alle chiusure, all’odio per il diverso e al rancore verso l’establishment, il profilo di Alexandria Ocasio-Cortez va nella direzione opposta: una socialista democratica con un programma aperto e progressista e una provenienza etnica e popolare. Un profilo molto diverso da quello dei politici americani a cui siamo abituati, anche tra i democrats.

Ne ho parlato qui qualche tempo fa.

Quali sono sinteticamente gli aspetti della campagna della Ocasio? Come la sua personalità e la sua offerta politica sono state trasferite nell’immagine e negli strumenti della sua comunicazione elettorale?

Ci sono almeno tre caratteristiche da rilevare.

“No lobbyist”

Intanto i finanziamenti: come afferma nella propria descrizione su Instagram, Ocasio non accetta finanziamenti da lobbisti ed è impegnata in questa corsa al Campidoglio di Washington con (solo) 300mila dollari. Questo sembra essere già un fattore vincente che porta con sé trasparenza, coerenza e libertà d’azione politica. La credibilità che le deriva dal rispettare questo precetto autoimposto la rafforza agli occhi della sua gente, della popolazione che vuole rappresentare, dei gruppi etnici spesso esclusi dai processi politici nazionali e locali.

Una campagna visiva efficace

Visto che la campagna punta ad ampliare il pubblico da raggiungere e allargare la base elettorale tradizionale, Ocasio ha adottato un linguaggio visivo diverso, collaborando con giovanissimi comunicatori della Tandem Design NYC guidati da Scott Starrett, un designer politicamente impegnato e “schierato”. Ci viene raccontato qui.

Nel creare il visual della campagna Tandem ha guardato ai movimenti rivoluzionari e per i diritti civili del passato. Anche l’immagine “ufficiale” della stessa Ocasio trasmette “la stessa sensazione di speranza, lo sguardo verso l’alto verso il futuro, la visione di un cambiamento positivo”.

Troviamo le lettere in grassetto, tutte maiuscole, il testo bilingue in inglese e spagnolo, il nome della candidata aperto e chiuso da “orgogliosi” punti esclamativi. Inoltre, il design è “piatto” senza ombre, senza sfumature, senza i classici elementi della bandiera americana e altri cliché visivi che ritroviamo sempre nelle campagne di democratici e repubblicani. Anche la combinazione di colori non è quella tradizionale: invece di rosso, bianco e blu, qui ci si ispira al viola, una miscela simbolica del rosso e blu del sistema bipartitico con il giallo come complemento estetico.

Anche questi elementi riflettono una diversità che si sostanzia nella provenienza e nelle radici familiari: classe operaia, Bronx, chiare origini latinoamericane. Insomma, un campagna non tradizionale con un’identità visiva sincera, nel senso che riflette coerentemente gli elementi della personalità di Ocasio. Un design che, forse, si limita ad accendere la curiosità per portare l’attenzione sui temi politici che Ocasio vuole porre all’attenzione.

Una persona vera e normale, dentro la sua comunità

Scorrendo le cronache, le immagini su Google, ma soprattutto le foto sui social network e le Instagram Stories si ha la netta sensazione di essere di fronte a una persona vera, che progetta comunicazione ma non la propria immagine e i propri comportamenti. Incontra le persone per strada, le saluta, chiacchiera, spiega, si allunga per stringere la mano alle persone affacciate alla finestra al piano, partecipa alle feste nelle piazze, gioca con i bambini, frequenta i bar e i negozi del quartiere. Una persona che conosce il suo territorio e le persone che lo abitano.

Niente di nuovo e di strano, si dirà. Certo, ma farlo con questa normalità, naturalezza e “orizzontalità” non è da tutti. Ed è questo ciò che Ocasio trasmette dal Bronx con il suo storytelling.

Poi c’è la vita reale, vissuta da Ocasio. Un’immagine del 14 novembre 2017 parla più qualsiasi altra cosa: Alexandria al lavoro come barista (bartender, come si dice adesso). Succedeva meno di un anno fa, pochi mesi prima di battere alle primarie Joe Crowley, uno dei più influenti democratici del Congresso americano.

Arrivederci alle elezioni di midterm, il 6 novembre prossimo, quando Ocasio-Cortez potrebbe diventare la donna più giovane mai eletta al Congresso americano.