Budrio è il suo territorio

Salvaguardare il territorio è un compito fondamentale di chi ci vive, pensando a chi ci sarà nei decenni successivi.

Prima di tutto servono adeguati strumenti tecnici e un’idea chiara di società. La pianificazione, negli scorsi decenni, ha visto affermarsi approcci anche contrastanti, e la realtà nella quale viviamo oggi è il risultato di questa stratificazione di diversi interventi e filosofie. Dalle nostre parti, in particolare nei comuni di pianura, questa sovrapposizione è assolutamente evidente e anche Budrio non fa eccezione.

Oggi, proprio sulla base delle esperienze passate e con una nuova consapevolezza sociale e ambientale nell’utilizzo dei terreni, abbiamo la possibilità di fare le scelte migliori per governare i cambiamenti e favorire un buon livello di dinamismo e ricchezza, in un equilibrio nuovo e sostenibile con il nostro territorio.

Nei prossimi anni dovremo ridurre gradualmente ma con decisione l’utilizzo di risorse derivanti dalle urbanizzazioni per finanziare i servizi e il funzionamento della macchina comunale. Continuare come se nulla fosse su questa strada è un errore e va affermato pienamente il principio che entrate economiche straordinarie vanno a finanziare opere straordinarie. Questo sarà tanto più realizzabile se si entrerà in una nuova fase, in cui un vero federalismo permetta di utilizzare al meglio parte della ricchezza prodotta qui.

Il Piano Strutturale Comunale (PSC) approvato nel 2010 prevede la possibilità di costruire 1070 alloggi nei prossimi 15 anni; parliamo di 71 alloggi all’anno, dentro un disegno ordinato e coerente dei centri abitati. I nuovi insediamenti dovranno tenere conto della qualità energetica delle abitazioni e della qualità dell’abitare, con una forte attenzione all’arredo urbano, alla dotazione di servizi e alla città pubblica.

Un ruolo centrale è giocato dalle aree verdi. Dobbiamo sostenere la cura dei parchi ampliando sempre di più le convenzioni con i volontari che già oggi curano più di un terzo dei 52 ettari di verde. Nella pianificazione, inoltre, dovremo tendere maggiormente all’accorpamento di queste aree in modo da garantirne una migliore gestione.

Dobbiamo essere attenti al consumo del territorio e alla sua sicurezza idrogeologica: sappiamo che non si può costruire all’infinito, producendo impermeabilizzazione, e dobbiamo valutare anche tipologie di interventi che si sviluppino più in altezza rispetto al passato.

Parlare di territorio significa anche pensare che la maggioranza dei cittadini lo attraversa quotidianamente utilizzando i 250 chilometri di strade comunali, per le quali si dovrà continuare a garantire la manutenzione di fronte all’usura e agli effetti degli agenti atmosferici. Anche i punti più pericolosi, dentro i centri abitati e nelle strade di collegamento, dovranno essere messi  sotto la lente di ingrandimento, proponendo e decidendo insieme ai cittadini gli interventi migliorativi e di messa in sicurezza.

Pensando alle strade, dobbiamo ricordarci del completamento della SP3 Trasversale di Pianura: da troppi anni attendiamo il collegamento tra Budrio e Granarolo e, con il Patto di stabilità imposto alla Provincia di Bologna, ci sono stati ulteriori rallentamenti. Oggi siamo vicini alla fine di questa attesa e, con la realizzazione della Lungo Savena, si costruisce un sistema di strade veloci che semplificherà la viabilità intorno a Budrio. Tuttavia dovremo continuare a vigilare, perché la Trasversale arrivi a completamento, chiudendo un’epoca che è durata sin troppo a lungo.