Chi sono

Chi sono

Sono del 1978. Mio fratello, Lorenzo, ha tre anni meno di me. Mio padre, Rino, suona nella banda di Budrio e per molto tempo è stato allenatore di squadre giovanili di calcio. Mia madre, Silvana, canta nella Corale “Bellini” e fa parte del gruppo teatrale “Mettiamoci una buona voce”.

Vivo a Budrio da sempre. Qui ho frequentato l’asilo e poi le scuole fino alle medie. Per tanti anni ho giocato a calcio nella squadra del paese e ho suonato l’ocarina, nella scuola di musica poi nel gruppo “Ocarina Ensemble”. Sono laureato in Scienze Politiche, indirizzo amministrativo. Il mio lavoro è presso un’agenzia di comunicazione di Bologna che nel 2010 ho contribuito a fondare insieme ad alcuni professionisti di grande valore. Dal 2012 al 2017 ho ricoperto il ruolo di Sindaco di Budrio.

Dalle associazioni universitarie alla Sinistra giovanile mi sono sempre impegnato, assumendomi responsabilità via via più importanti: prima in Consiglio Provinciale, poi a Budrio dove, dal 2007 al 2012, sono stato assessore della giunta del sindaco Castelli e nel 2012 sono stato eletto sindaco. Dal 2014 al 2017 sono stato Presidente del Distretto socio-sanitario “Pianura Est” e dal 2015 vicepresidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria.

“Ma chi te l’ha fatto fare? Io non potrei mai farlo”.

Questo è il periodo più difficile di sempre per i comuni, anche a causa della lunga crisi economica e sociale. Giustamente le aspettative e le istanze verso la politica si sono intensificate e gli amministratori locali sono i primi (e spesso gli unici) a cui potersi rivolgere. Per questi motivi fare il sindaco è stato un impegno faticoso e totalizzante, che ha anche tolto molto spazio alla mia vita privata. Ma è anche stato l’onore più grande. L’ho fatto mettendoci la faccia, perché così dovrebbe fare chiunque ricopra un ruolo pubblico. È inevitabile compiere alcuni errori e tanti problemi sono ancora irrisolti, ma tutte le istanze sono state ascoltate e prese in considerazione.

Credo che in anni così difficili non si possa improvvisare. Servono esperienza e competenza. E serve l’innovazione, perché il cambiamento non resti solo una bella parola: è stata questa la sfida più difficile, perché conservare e difendere l’esistente è facile e comodo ma lascia tutto fermo, anche quando la prudenza viene presentata come “buon senso”.

Ciò che più mi dispiace è non aver avuto gli strumenti adeguati per affrontare gli effetti della crisi. Ogni persona che perde il lavoro, che lo cerca senza successo, che non sa come garantire un futuro alla propria famiglia, è una domanda di dignità e autonomia: troppe in questi anni sono rimaste senza risposta.

Ciò che ancora oggi mi piace, e che mi piacerà sempre, è la vitalità della nostra comunità: le sue realtà organizzate, le tante iniziative che hanno prodotto cultura, sport pulito, socialità, aggregazione. Budrio ha risposto alla crisi con più occasioni di incontro e meno chiusura, anche di fronte al fenomeno epocale dell’immigrazione.

In tutti questi anni ho avuto convinzioni e valori che non si sono mai esauriti, mi sono messo a disposizione senza risparmiarmi. Darò ancora una mano a una comunità politica che, anche dall’opposizione, si impegna per il bene di Budrio, della sua comunità e del suo territorio.