Il virus è stronzo

Il virus è stronzo

Qualche amara (ma necessaria) riflessione sul momento delicato che stiamo vivendo. Entriamo in una nuova era, prepariamoci.

È ormai confermato che il nuovo Coronavirus si è diffuso nel nord Italia dopo una serie di trasmissioni asintomatiche, avvenute a gennaio in un gruppo di persone – tra cui un tedesco di 33 anni – contagiate da una collega che arrivava dalla Cina.

Siamo in grado di dire con ogni verosimiglianza che l’epidemia in Italia, per quanto riguarda la zona rossa o gran parte di essa, derivi da questo episodio tedesco“, ha spiegato Massimo Galli, direttore del Sacco di MilanoOltre alle cinque sequenze italiane, ci sarebbe anche “un albero filogenetico del coronavirus”, comprendente una sequenza “finlandese, due tedesche, una messicana e una brasiliana“.

Ma tutto nasce dal caso di Monaco di Baviera: La nostra ipotesi, che comincia ad avere un’importante base di dati, è che qualcuno si sia infettato dopo quelle riunioni a Monaco con la manager arrivata da Shanghai e poi abbia portato l’infezione qui”.

Ciò significa che lo stop ai voli dalla Cina deciso a suo tempo dal nostro governo – ma non nello stesso momento dagli altri Paesi europei – era stata una scelta assolutamente azzeccata.


Ora ci siamo dentro in pieno: le nostre vite e i nostri lavori sono cambiati, le nostre relazioni sono stravolte, i programmi per i prossimi mesi sono diventati un buco nero.

Siamo qua in tanti qui sul web a fare dirette e a scriverne per esorcizzarlo, per dare un senso a un nemico subdolo e invisibile. Sì perché il virus non è la paura, come si diceva all’inizio. Il virus è il virus e la malattia è stronza: pare che per il 50-60% delle persone tra i 20 e i 50 anni siano contagiati ma senza nessun sintomo. Quindi l’asintomatico è in mezzo a noi e può essere chiunque, anche se non è ancora chiaro se e con quale forza è contagioso.

Quando poi ci si ammala, si rischia di farlo seriamente. Una percentuale di chi risulta positivo al test (sotto il 10%, ma comunque non così piccola) finisce per morire e non succede solo agli anziani o a chi aveva malattie pregresse.

Si muore male, sentendosi soffocare e rimanendo coscienti. Si muore da soli, senza nessuno che ti tiene la manoMa il virus è stronzo anche dopo la morte, per le sacrosante restrizioni anti-contagio: niente funerali e niente contatti “dal vivo” per chi resta e avrebbe bisogno di vicinanza, supporto, sorrisi e lacrime condivise.

Non è pessimismo, è la realtà e avremo ancora giorni difficili, difficilissimi. Sappiamo che finirà, prima o poi, ma solo se ci comporteremo bene. Sarà una primavera (e forse anche un’estate) di isolamento e distanziamento: per molto tempo non potremo abbassare la guardia, almeno finché non ci sarà un vaccino a disposizione per tutti.

Insomma, vanno (per ora) in soffitta le speranze di un nuovo decennio ed entriamo in una nuova era: conviene prepararsi.