Cos’è QAnon?

Cos’è QAnon?

Avevo pubblicato questo pezzo su Facebook il 14 settembre 2020.
A maggior ragione oggi, dopo le sommosse di ieri, è utile conoscere di cosa si parla quando c’è di mezzo QAnon.

Negli Stati Uniti cresce un movimento di persone che si affida alle idee di un utente anonimo del web: si chiama “Q” da cui Q Anonymous, quindi QAnon. Costui, di tanto in tanto, fa rivelazioni e profezie sul “Deep State” (Stato profondo): si tratterebbe di un ristretto gruppo di persone che guiderebbe il mondo, fatto di miliardari di sinistra, satanisti e pedofili.

Questa élite, tra le altre cose, avrebbe inventato (o diffuso, a seconda delle teorie) il virus per ottenere un vantaggio politico. L’accusa è rivolta ai Democratici ed è quella di aver promosso “l’isteria di massa” da Covid-19. “Qual è il principale beneficio del mantenere la popolazione in uno stato di isteria? Pensateci al momento del voto”.

Il movimento ha in Donald Trump il proprio beniamino, il proprio terminale politico, il leader impegnato a sconfiggere questa élite: il presidente ha definito i seguaci di QAnon “persone che amano gli Stati Uniti” e ha detto di “non sapere granché del movimento, ma di aver capito di piacergli molto”.
Una strizzata d’occhio che fa rabbrividire.

Ovviamente alcune tesi di QAnon sono arrivate in Europa e sono state sposate da gruppi di estrema destra e da quelli che sostengono teorie complottiste sull’epidemia (da cui le recenti manifestazioni di Berlino e Roma). Ma, al di là di questo, i temi fanno breccia tra le persone, tra la gente, nei contesti sociali e culturali più insospettabili.

Le teorie – anche se a volte sono in contraddizione tra loro – compongono qualcosa di simile a una religione, ma soprattutto sono capaci di adattarsi a ogni fenomeno e ogni situazione che viene a crearsi nella società americana e occidentale. Succede una cosa importante che riguarda la sfera pubblica? I seguaci di QAnon hanno la spiegazione, di solito fondata sull’esistenza di un potere oscuro e invisibile, su burattinai che muovono i fili del mondo.

Gli “adepti” sono persone con storie normalissime e provengono da un contesto sociale e familiare molto comune. È un mix di solitudine, perdita di sicurezza, totale sfiducia verso ciò che è “potere costituito”, dalla politica all’informazione. Il sostrato culturale è quel populismo che guarda con sospetto tutto ciò che può apparire una “élite usurpatrice” a cui si contrappone il “popolo vero”.

Ma c’è anche, più semplicemente, la difficoltà o l’incapacità di interpretare i profondi cambiamenti in atto: una complessità che rende pezzi della società americana e occidentale vulnerabili al complottismo, perché lì si trova una spiegazione che semplifica ciò che non si comprende o che non si accetta.

Anche per quest’ultimo aspetto e per la leggerezza con cui si parla dell’utilizzo delle armi e della violenza, la pericolosità di QAnon – e di fenomeni simili a questo – non andrebbe sottovalutata.

 

7 gennaio 2020