Culicchia racconta il Grande Torino. E si supera.

Culicchia racconta il Grande Torino. E si supera.

“Superga 1949” di Giuseppe Culicchia (ed. Solferino) è un libro bello e commovente.

“Il destino del Grande Torino ultima epopea dell’Italia unita” è una storia unica, una storia di cui ci si innamora, una vicenda incredibile accaduta davvero, consegnata inequivocabilmente a una forma moderna di leggenda, di mito, qualcosa a cui tendere per esprimere i migliori valori umani e sportivi, qualcosa di utile per interpretare ciò che non sappiamo spiegarci o che non conosciamo.

Sono queste le storie di cui abbiamo bisogno per sentirci vivi e parte di qualcosa, in una dimensione magica e inspiegabile.

E Culicchia ci restituisce la storia più bella e insieme più tragica dello sport in modo efficace e documentato, ma anche in modo poetico e commovente.

C’è il calcio, quello vero e c’è la storia più bella e leggendaria di tutte.

Ci sono le vicende sportive e di vita di quei grandissimi giocatori.

C’è la vita quotidiana di ognuno di loro, in mezzo agli altri torinesi, con le loro famiglie e i loro tifosi.

C’è la spiegazione del perché quella squadra sia stata davvero la più grande di tutte.

C’è un’Italia da sempre divisa (come oggi, del resto) che però trova nel Torino di quegli anni un punto di riferimento e un modello per ripartire e ricostruire dopo il disastro della guerra. In un titolo di giornale di quei giorni c’è già tutto: Non credevamo di amarli tanto.

Perdonatemi ora la dimensione personale, ma credo che sia utile a tutti conoscere la leggenda di una squadra imbattuta (“Solo il fato li vinse”), scomparsa in modo improvviso, “troppo bella per invecchiare”.

Sarà perché leggo Culicchia da quando uscì il suo libro d’esordio… a proposito, grazie Fabio G. musicista unico al mondo, per un periodo libraio del paese, prodigo di consigli, raramente sbagliati o inutili.

E sarà perché con gli anni, leggendo questo autore, la sua passione per il Toro ha contribuito a tenere accesa e “curiosa” la mia.

Sarà perché in famiglia tifiamo per il Toro da prima di Superga, ma Superga ha cristallizzato per sempre quell’amore che Culicchia spiega così:

“Riempite pure di trofei le vostre bacheche. Noi abbiamo il Grande Torino che ci riempie il cuore. E credetemi, lo dico sul serio: non c’è paragone.”