Festival della letteratura budriese

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Festival della letteratura budriese

domenica 23 Aprile 2017 - mercoledì 26 Aprile 2017

Festival della letteratura budriese - Giulio Pierini - sindaco di Budrio

Dal 23 al 26 aprile si terrà il Primo Festival della Letteratura Budriese. La manifestazione si svolgerà con il Patrocinio del Comune di Budrio ed è integrata all’interno di Primaveranda 2017. Sarà la prima occasione nella quale saranno presenti alcuni dei più importanti scrittori budriesi più alcuni importanti ospiti.


Durante il Festival sarà presentata una Antologia di scritti inediti. Una parte dei proventi del libro sarà devoluta alle Associazioni Fanep, Ageop e Centro 21. Qui di seguito, il mio testo di apertura.

“C’è un luogo chiamato Budrio con nome antico,

che dista dieci miglia dalla città di Felsina,

terra ferace di Bacco e di Cerere,

ma anche Pallade Atena non disdegnò di coltivare quelle terre”[1]

Già nella seconda metà del XV secolo Budrio era riconosciuta come una terra in cui la ricchezza consisteva – ben piu che in altri comuni – nell’esercizio delle arti, della scienza e delle lettere, di cui Pallade Atena era la dea. E basta passeggiare lungo le vie del centro, concentrarsi sulla toponomastica, incontrare il teatro, i musei, i tanti luoghi d’arte e di cultura, per ritrovare ancora oggi una conferma di quanto l’antico poeta affermava nel 1482. Frequentemente ci si imbatte nello stupore di molti “stranieri” che arrivano qui e scoprono un vivace centro di produzione e innovazione culturale. Sarebbe interessante approfondire le motivazioni di questa attitudine budriese antica a coltivare, ad amare e a cimentarsi con le arti e le lettere. Proviamo ad avanzare alcune ipotesi per rispondere a questo interessante quesito.

Prima suggestione: certamente Budrio fu grande crocevia di vicende storiche che coinvolsero tutto il bolognese, terra di passaggio per gli eserciti delle signorie confinanti e dello stato della Chiesa:

“Ercole or vien, ch’al suo vicin rinfaccia

Col piè mezzo arso e con quei debol passi

Come a Budrio col petto e colla faccia

Il campo volto in fuga gli fermassi” [2]

Cosi Ludovico Ariosto, nell’Orlando furioso racconta Budrio e la Battaglia della Riccardina: qui nel 1467 i fiorentini ribellatisi alla repubblica di Firenze e i veneziani, sotto il comando di Bartolomeo Colleoni, a cui si era unito Ercole I d’Este, vengono a combattere contro le truppe di Bologna, della repubblica di Firenze e del Regno di Napoli, guidate da Federico da Montefeltro, signore di Urbino. L’alleato del Colleoni, Ercole d’Este, fu colpito a un tallone: a tale ferita dobbiamo la citazione di Budrio dell’Ariosto: “Ercole fu ferito e il campo volto in fuga[3]

Questo passare di genti, di culture diverse, di usi e costumi nuovi, hanno sicuramente arricchito e stimolato una comunità come quella budriese.

La seconda suggestione che può contribuire a spiegare questa attitudine budriese è sicuramente la fondazione a Budrio a metà del sedicesimo secolo – nel 1556, per la precisione – di una scuola pubblica, tra le prime del territorio bolognese: “Scuola pubblica, dove non si apprendevano soltanto le prime nozioni di leggere, scrivere e far di conto, come si diceva un tempo, ma grammatica e latino, oltre alla lingua italiana”[4]. Dunque una scuola pubblica di Umanità, come veniva definita o, come diremmo oggi, di studi umanistici. Alla scuola pubblica di Budrio arrivò, nella prima metà del XVII secolo, Giacomo Martino Modanesi: un bambino di origini venete che si era trasferito a Budrio con la sua famiglia. Il suo maestro, il dottissimo frate servita Giovan Battista Mezzetti, ne fece un discepolo talmente istruito che a sette anni, il bimbo poteva discutere di filosofia, teologia e altre scienze. Domenico Golinelli, budriese, nel 1720 ci racconta come quel bambino avesse acquisito capacità cosi straordinarie che il maestro lo portò a Roma dove, la domenica di Pentecoste, il ragazzino sostenne una “meravigliosa disputa” alla presenza di un grande pubblico e di “eminentissimi cardinali”.[5]

E poi nel Seicento ci sono prosatori budriesi e poeti in lingua volgare, che si riuniscono per ascoltare le composizioni degli amici e anche le proprie, e che fondano l’Accademia degli affiliati (affidati a Sant’Antonio da Padova).

La terza suggestione è legata alla distribuzione sociale dell’istruzione e dunque della passione per le lettere. Già l’istituzione di una scuola pubblica, a cui potevano avere accesso, in forma praticamente  gratuita, tutti i cittadini, ha rappresentato un potente volano nella diffusione del sapere a Budrio. Nei secoli passati, la vita intellettuale e il coltivare le lettere erano appannaggio esclusivo delle classi agiate, cioè di chi poteva permettersi un’istruzione. Il popolo è stato per secoli, ovunque, analfabeta e quasi sempre completamente digiuno di istruzione. Ma non a Budrio. Anche se i figli dei contadini e della plebe budriese erano analfabeti, la passione per le arti e le lettere era molto diffusa: “i popolani del paese, giovani e meno giovani, frequentavano i teatri, i cui spettacoli erano in gran parte gratuiti: nel Seicento, quasi contemporaneamente, ne erano sorti due, ad opera entrambi di privati cittadini: quello di Paolo Sgargi e quello di Giambattista Fracassati”[6].

Certo potremmo ripercorrere anche i secoli seguenti fino ad arrivare ad oggi, e raccontare una comunità che ha espresso talenti nel campo della cultura, della scienza e delle arti: basti come esempio Giuseppe Barilli (Quirico Filopanti), dotto ed eclettico intellettuale e grande uomo di scienza.

Ma Budrio, come racconta sé stessa?

Anche in questo caso guardiamo alla storia: le due figure più importanti che citiamo qui sono Domenico Golinelli, filosofo e medico budriese che nel 1720 pubblica le sue Memorie Istoriche antiche e moderne di Budrio , Terra del contado di Bologna e Fedora Servetti Donati che, nella seconda metà del XX secolo, con le sue accurate ricerche e numerose pubblicazioni, ci permette oggi di conoscere a fondo le nostre radici, nonché di ricostruire la nostra storia.

Nelle pagine che seguono abbiamo brani, storie, racconti, suggestioni, molto diverse tra di loro: gli autori che si esprimono non sempre parlano esplicitamente di Budrio. Chi lo fa racconta, in modo evocativo – oppure con le tecniche poetiche tipiche della “bassa” – storie di tutti i giorni, di “stringente attualità” o di un mondo appena passato, di ragazzi, di estati lontane, di “personaggi” radicati nella memoria del territorio, di pratiche, di abitudini, di modi di stare insieme, che tutti possiamo riconoscere e che fanno parte di noi. Anche nei testi di chi non racconta Budrio esplicitamente, traspare spesso un’atmosfera che ce la ricorda, come una calma “padana”, l’evocazione di luci e caldi estivi, col colore delle foglie delle nostre campagne. Ma soprattutto ci sono i budriesi e il loro amore per la scrittura.

Molti degli autori che compaiono in questa raccolta non sono originari di Budrio: sono capitati qui per tanti motivi diversi. Ma piano piano sono entrati a far parte di questo mondo e ne hanno respirato l’aria. E’ per questo che l’idea di raccogliere alcune opere in un’antologia – e promuovere un “Festival della letteratura budriese” – rappresenta un interessante punto di partenza per raccogliere le produzioni dei nostri scrittori, ma anche per discutere e riflettere su una comunità che da secoli fa bella mostra della propria creatività.

PROGRAMMA:

Domenica 23 Aprile libreria Camera dei Segreti
ore 10.00 Ascolto Esprimo & Rido Laboratorio A.G.E.O.P. Ricerca onlus (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica) ore 16.00 Pinocchio, uno di noi inaugurazione Mostra curata da Franco Gatti
ore 17.00 Intervallo musicale Corale Ce.n.tr.o 21 (Centro Nazionale Trisomia 21 Oltre le diversità)
ore 18.00 il Sindaco di Budrio, Giulio Pierini inaugura il Festival
ore 18.10 Budrio si racconta,  I giornata presenta Alfonso De Filippis: Davide Rondoni, La natura del bastardo, Mondadori –  Antonella Cosentino, Come un ramo sull’acqua, Bononia University Press – Stefania Contiero, Nela, Azeta Fastpress –  Simona Cantelmi, Il protettore del tempo, L’Erudita.

Lunedì 24 Aprile –  libreria Camera dei Segreti e spazio antistante
ore 18.00 Budrio ospita,  I giornata presenta Maurizia Martelli: Ermes Manferrari, Racconti e storie… quasi vere, Stilelibero  – Dorella Scarponi e Roberta Vecchi, Give me the moon, Cosma Tipolito – Davide Ferrari, Il momento che ci vive accanto, E.I.P.R.  – Ario Gnudi, Nove storie bolognesi, Persiani  – Marta Franceschini, Laura Bassi. Minerva bolognese, illustrato, BUP  – Marta Franceschini, La rivolta, racconto illustrato per ragazzi, Cicogna Letture di Francesca Taverni.
ore 21.30 Momento musicale di divertimento latino El V and the Gardenhouse. Acoustic Set.

Martedì 25 Aprile – libreria Camera dei Segreti:
ore 11.00:  I consigli della Zia.  La Prof.ssa Benedetta Nanni intrattiene il pubblico con i suoi consigli per le letture
ore 18.00: Budrio si racconta,  II giornata con la presenza di Simona Vinci,  presenta Serena Bonato: Andrea Gentili, Il campanile deve cadere – Pendragon,  Carlo Pagani, C’è gente in giardino, Pendragon –  Gabriele Montanari, Budrio al veleno, Youcanprint  – Tiziano Casella, Lele Montanari: stänt’ân, da Antologia della Letteratura budriese. Budrio si racconta, Azeta Fastpress.  Letture di Tiziano Casella.

Mercoledì 26 Aprile –  libreria Camera dei Segreti:
ore 10.00 Al fianco dei bambini e delle loro famiglie Laboratorio FANEP (Associazione Famiglie Neurologia Pediatrica)
ore 20.30 Saluto conclusivo da parte di Luisa Cigognetti, Vice Sindaco di Budrio.
ore 21.00 Budrio si racconta,  III giornata presenta Amedeo Gargiulo: Emes Manferrari, La casa, dall’Antologia della Letteratura Budriese. Budrio si racconta, Azeta Fastpress –  Alessandra Rossetti, Friedensturm, Youcanprint  – Mat Bono, La guerra dei Devaux, StreetLib  – Tiziano Casella, La batâglia dal róssc da Antologia della Letteratura budriese. Budrio si racconta, Azeta Fastpress.  Letture di Tiziano Casella.

 


[1]Est locus antiquo Butrium qui nomine dictus, Milia Felsina distat ab urbem decem; Terra ferax Bacchi, Cereres quoque, Pallas et illud non dedignata est excoluisse solum” (Antonio Maria Visdomini, “Carmina”, Bologna 1482, riportato da F.Servetti Donati, “Budrio Casa nostra”, Budrio, 1993, p. 43

[2] Ludovico Ariosto, “Orlando Furioso”, canto III, strofe 46

[3] per saperne di più: F. Servetti Donati, cit, p. 139

[4] id, p. 159

[5] Domenico Golinelli, “Memorie Istoriche antiche e moderne di Budrio , Terra del contado di Bologna “1720, p, 203

[6] F. Servetti Donati, cit. p. 169

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Inizio:
domenica 23 Aprile 2017
Fine:
mercoledì 26 Aprile 2017
Tag Evento:
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Luogo

Comune di Budrio
piazza Filopanti 11
Budrio, 40054 Italia
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