Castelli e Pierini: basta con lo scaricabarile! Mazzanti ora pensi ad amministrare

Castelli e Pierini: basta con lo scaricabarile! Mazzanti ora pensi ad amministrare
L’attuale Sindaco di Budrio, Maurizio Mazzanti, continua a lamentarsi della situazione che ha ereditato, scaricando le colpe su chi lo ha preceduto nell’incarico.

Non amiamo partecipare alle polemiche budriesi, ma “il troppo stroppia” e ci permettiamo di fare qualche osservazione ad questa recente dichiarazione di Mazzanti: «Penso con convinzione che la politica amministrativa del PD di questi ultimi 15 anni abbia portato il paese ad una situazione insostenibile».

Senza “fare le pulci” al Sindaco attuale, segnaliamo che il PD in realtà è nato alla fine del 2007. Ma soprattutto osserviamo che la situazione non è affatto insostenibile: è scritto nei documenti di bilancio (approvati anche dall’attuale maggioranza “civica”); lo sanno i cittadini che in tutti questi anni hanno visto Budrio riattivarsi, animarsi, migliorare e rimettersi al centro di relazioni istituzionali e territoriali che prima si erano perse.

Esaminando i dati di bilancio, che ogni cittadino può verificare, è utile informare della situazione reale di Budrio. Tutti sanno che, da molti anni, i comuni hanno subito forti limitazioni agli investimenti e tagli di risorse statali: sarà così anche nel 2019 a causa delle scelte dell’attuale governo nazionale, guidato proprio da quell’area politica che qui sostiene Mazzanti.

Noi possiamo dire che, mentre crescevano i bisogni dei cittadini e il nostro comune aumentava di 3000 abitanti, non abbiamo tagliato i servizi educativi, sociali e culturali. Come abbiamo fatto?
Per esempio recuperando milioni di euro di ICI evasa in precedenza; riducendo il numero dei dipendenti comunali, senza mai pensare neanche lontanamente di chiudere il municipio al sabato; rendendo efficienti le spese; attraendo risorse dall’esterno; riducendo il costo della politica e azzerando le spese di rappresentanza.

Facciamo notare che l’inflazione media, dal 2002 al 2011, è aumentata del 19,6%, mentre le tariffe comunali sono cresciute del 14% e le spese per servizi sociali ed educativi sono cresciute del 57%.

L’incidenza degli interessi per mutui sulle entrate correnti è calata dal 7,95% del 2002 al 6,65% del 2011. Questa tendenza si è confermata anche dal 2012 al 2017. Lo stock di debito del comune è sceso dagli oltre 15 milioni del 2012 ai 12 milioni del 2017 e nel frattempo si sono comunque fatti molti investimenti.

Quando si governa non si può vivere alla giornata, lamentandosi sempre, ma bisogna “darsi da fare”. È ciò che abbiamo cercato di fare per molti anni, con risultati importanti.

A ogni abitante di Budrio in questi anni siamo riusciti a garantire 63,3 mq di standard pubblici, cioè scuole, strutture sanitarie, sportive, culturali, verde e parcheggi. Il doppio di ciò che prendeva la legge regionale, incrementando i 40 mq del 2002, che pure non erano pochi.

Abbiamo investito 9,4 milioni di euro in edilizia scolastica. Siamo riusciti ad ottenere 22 milioni di euro per qualificare l’ospedale di Budrio, (poi è arrivata la preziosa eredità Cesari-Federici). E poi ancora il nuovo ponte di Riccardina, il nuovo edificio delle scuole medie e si potrebbe continuare a lungo.

Prima del 2012 abbiamo investito 370mila euro per la farmacia comunale (poi rilanciata con l’ottima gestione di Sfera, società pubblica che garantisce entrate importanti al comune), 400mila euro per i nuovi campi da tennis, quasi 5 milioni di euro per ampliamento e nuove costruzioni di impianti sportivi, 430mila euro per lavori di manutenzione e restauro del Teatro consorziale. Questa mole di investimenti si è realizzata in buona misura con risorse ottenute da altri enti pubblici, da Fondazioni e da privati. Il dettaglio si rintraccia nei bilanci comunali.

Questo lavoro è proseguito anche dopo il 2012 con 1,8 milioni di euro investiti per ottenere i certificati antincendio di tutte le scuole comunali alle quali si è sempre dato priorità. E poi gli interventi sul palazzetto dello sport che è già a norma da alcuni anni e sullo stadio del capoluogo, così come quello sulla biblioteca e sulla foresteria.

Dopo i tanti interventi per le frazioni, il più importante è stato il palasport di Mezzolara dove poi si è proseguito investendo in sicurezza pedonale e acquisendo oltre 350mila euro per la messa in sicurezza della scuola (opera che speriamo di vedere realizzata nella prossima estate, ma serve puntualità e impegno da parte del Comune). Più recentemente è stato importante installare il semaforo sulla San Vitale all’incrocio con Prunaro, così come è stata una svolta per migliaia di cittadini la conclusione dei lavori della Trasversale di Pianura sul territorio budriese, dopo decenni di attesa.

Il nostro impegno è proseguito con la positiva partecipazione al bando nazionale periferie, ottenendo 6 milioni di euro per qualificare il Magazzino delle sementi, le aree circostanti e la viabilità ciclabile di via del moro e quella fino a Vigorso: risorse per le quali siamo molto preoccupati e che speriamo non vengano sprecate e perdute.

Comprendiamo l’imbarazzo, ma nel silenzio dell’attuale sindaco stanno arrivando a termine interventi e progetti fortemente voluti negli scorsi anni, come il recupero dell’area ex Coop in via Edera, la pista ciclabile di via Zenzalino sud che collega il paese alla zona industriale, la nuova scuola materna in via Partengo, il miglioramento della sicurezza della scuola di Mezzolara.

L’attuale amministrazione comunale, a nostro avviso, ha ricevuto in eredità un comune che, come quasi tutti gli altri comuni italiani, ha certo problemi di risorse ma che è una realtà solida e ben dotata di servizi. Un comune con una forte e strutturata macchina amministrativa che, purtroppo, in questi mesi abbiamo visto mettere in discussione dalla politica e che, di conseguenza, si è indebolita e si sta ancora indebolendo.

L’attuale amministrazione comunale, inoltre, ha ricevuto in eredità una realtà viva, solidale, aperta al mondo. Un territorio che promuoveva cultura, identità e unicità, conseguendo attenzione e successi anche fuori dai confini regionali e nazionali. Una comunità animata da un’ampia rete di associazionismo e volontariato, sempre pronta a mettersi a disposizione e in discussione. Anche su questo fronte vediamo preoccupanti passi indietro: in assenza di un disegno che parli a tutti con equità e correttezza e che sappia coinvolgere energie e passioni, l’impoverimento culturale e sociale è dietro l’angolo, come già possiamo scorgere.

Converrebbe, per il bene della nostra comunità, smettere di evocare dissesti finanziari e tracolli imminenti che non ci sono e applicarsi, invece, a una programmazione di ciò che occorre ancora fare: un lavoro mai iniziato dalla giunta Mazzanti che, tuttavia, è fondamentale e necessario per il bene di Budrio.

Confidiamo che nel 2019, dopo un anno e 7 mesi della nuova amministrazione, ci si applichi davvero, si lavori concretamente per risolvere i problemi dei cittadini che reclamano attenzione e vicinanza anche per questioni apparentemente piccole, ma la cui soluzione ha sempre costituito la qualità della vita della nostra comunità.

Questo vale anche per il nostro Teatro Consorziale e per le Torri dell’acqua. Abbiamo alcune idee e tante proposte utili sono già venute dai cittadini. In ogni caso, suggeriamo agli amministratori di approfondire, prima di lamentarsi e di diffondere numeri “a caso” su investimenti e lavori necessari.

Noi siamo disponibili a dare una mano per il bene del nostro comune, ma vorremmo vedere uno scatto in avanti e l’abbandono di ogni polemica sul passato che ci costringerebbe a continuare a entrare nel merito di ogni vicenda, mostrando il nostro lavoro e i suoi risultati e confrontandoli inevitabilmente con le attuali difficoltà gestionali e di programmazione.

Cogliamo l’occasione per esprimere i nostri auguri ai cittadini budriesi per l’anno appena cominciato e ci uniamo alle importanti parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno:

«Sentirsi comunità significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa pensarsi dentro un futuro comune, da costruirsi insieme […] vuol dire essere rispettosi gli uni degli altri, vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e, nel battersi com’è giusto per le proprie idee, rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore»

Carlo Castelli, sindaco di Budrio 2002-2012

Giulio Pierini, sindaco di Budrio 2012-2017