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Giulio Pierini
SINDACO di BUDRIO
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Fusione dei comuni: per ora solo un'ipotesi

Fusione dei comuni: per ora solo un
Presentato il primo studio sull'ipotesi Budrio-Castenaso-Granarolo: bisogna riflettere e prendersi tutto il tempo necessario. Fondamentale il coinvolgimento dei cittadini e delle comunità: capoluogo, frazioni, forze sociali ed economiche, associazioni

GLI ENTI LOCALI CAMBIANO E SI AUTORIFORMANO
Sono anni caratterizzati da profondi cambiamenti per gli enti locali. Dopo anni di tagli indiscriminati, i comuni tornano finalmente a respirare; l'abolizione delle Province e la nascita delle Città Metropolitane hanno cambiato la geografia istituzionale, modificando competenze e livelli decisionali. Oltre a tutto questo, si è rafforzata la tendenza all'autoriforma: sempre più comuni decidono di fondersi con altri comuni o decidono di avviare studi di fattibilità per studiarne gli eventuali effetti.

LO STUDIO DI FATTIBILITA'
Grazie a un contributo regionale, anche i sei comuni dell'Unione Terre di Pianura hanno fatto realizzare questo approfondimento a un gruppo di esperti, individuando due ambiti e, quindi, due ipotesi di fusione: Budrio-Castenaso-Granarolo e Baricella-Malalbergo-Minerbio. Questo studio è stato presentato nel Consiglio dell'Unione il 22 giugno, a cui sono stati invitati tutti i consiglieri dei comuni coinvolti.
Per quanto riguarda il nostro ambito, lo studio ha messo insieme numeri e attività, ha indicato alcuni vantaggi e complessità e ha ipotizzato un percorso istituzionale. Al momento, i nostri tre comuni sono fermi a questo studio di fattibilità, dal quale si potrà partire per ulteriori approfondimenti e ipotesi. L'unica cosa decisa, ad oggi, è la volontà di fare un percorso per scegliere, tutti insieme, il migliore futuro istituzionale per le nostre comunità..

FUSIONE SI', FUSIONE NO. UNA SCELTA MOLTO IMPORTANTE
Il disallineamento temporale del mandato amministrativo di Budrio (2017-2022) rispetto agi altri due comuni (2014-2019) è il primo scoglio per una riflessione che ha bisogno di una base condivisa. Ma al di là di questo aspetto, la grande importanza di questa scelta richiede un percorso di riflessione, idee, contributi, insieme a una chiara visione del futuro. Si tratta di decidere se azzerare i nostri comuni, che esistono da tantissimi anni, per costituirne uno nuovo, oppure no. Si tratterebbe di un cambiamento epocale e, per questo, vanno ponderati e valutati tutti gli aspetti e gli effetti che questa scelta produrrebbe. Credo che non debbano esserci preconcetti o pregiudizi di alcun genere, ma su tre grandi questioni democratiche è giusto essere chiari sin d'ora: in nessun modo si dovranno indebolire le identità territoriali, allontanare i servizi da famiglie e imprese, impoverire la partecipazione dei cittadini. Al contrario, perché siano cambiamenti positivi, su questi tre aspetti dovrà avvenire esattamente il contrario. Se non sarà possibile, l'ipotesi di fusione non potrà essere valutata positivamente.

TEMPO E PARTECIPAZIONE
Non è un percorso che si realizza in poco tempo. Tra l'altro, l'attuale Consiglio comunale di Budrio scadrà nella prossima primavera e difficilmente potrebbe avviare l'iter per la fusione. Invece, il Consiglio comunale del prossimo mandato amministrativo avrebbe davanti 5 anni per realizzare quel percorso, necessariamente lungo, ricco e complesso, che una decisione di questo tipo richiede.
L'iter amministrativo prevede, in ogni caso, un referendum popolare consultivo. Ma prima ancora di avviare l'iter ufficiale, saranno necessari due passaggi: prima, un lavoro informativo capillare che dia conto di tutti i rischi e le opportunità di questa fusione. Poi, una larga consultazione con il protagonismo dei cittadini in tutti gli ambiti territoriali e sociali: capoluoghi e frazioni, associazionismo, forze sociali, del lavoro e dell'economia. Insomma, un percorso realmente partecipato che offra idee e contributi ed evidenzi problemi e timori, in cui tutti possano essere coinvolti ed esprimersi. Solo allora, in parallelo e in modo condiviso, i tre Consigli comunali potranno decidere se avviare l'iter amministrativo per la fusione dei comuni.




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