PD: Codigoro non sia il punto di non ritorno

PD: Codigoro non sia il punto di non ritorno

Da tempo, un certo numero di sindaci PD ha deciso di abbandonare una dimensione di comunità politica che aveva caratterizzato l’azione degli amministratori di sinistra nei decenni passati.

E così apprendiamo che la sindaca di Codigoro avrebbe fatto tutto questo casino per lanciare una provocazione e un grido d’allarme alla Prefettura. Del resto, la presenza dei migranti dava fastidio: lasciano sporcizia nei parchi e incominciano a diventare troppi. Parliamo di qualche decina di persone.
Mi sono detto: ma come? Da noi i migranti ospiti li puliscono i parchi, non li sporcano. Non sarà che manca un progetto di volontariato e integrazione? Ma è proprio su questo che può incidere l’azione di un sindaco e di una comunità. Ed è proprio questo che si può allentare la tensione tra la popolazione residente. Un comune può incidere molto meno su altre cose: i tempi, le dimensioni e le modalità dell’accoglienza sono normalmente gestiti da altri soggetti. Semmai, una volta venuto a conoscenza di un progetto di accoglienza, un sindaco può (e deve) lavorare immediatamente per comunicarlo e renderlo accettato e compreso dai cittadini. In 5 anni mi è capitato per tre volte: se si coinvolge la comunità per tempo, se si utilizzano i concetti e gli strumenti giusti, se ci si mette la faccia, i cittadini comprendono. Invece di entrare in una dimensione di scontro e rifiuto, ci si sforza di dialogare e riflettere.

Ma tornando alla provocazione, l’iniziativa è totalmente infondata anche dal punto di vista tecnico e amministrativo: sull’abitabilità e sugli aspetti igienico-sanitari c’è normalmente un controllo preventivo di prefettura e Ausl. L’ufficio tecnico del Comune e la polizia municipale non toccano palla. Va anche detto che la Guardia di Finanza non risponde all’autorità del sindaco, a meno che non ci sia una denuncia specifica.

Insomma, la sindaca di Codigoro non sembra essere impegnata su ciò che può vederla protagonista, ma si è lanciata in qualcosa che non la riguarda pienamente, infrangendo valori che appartengono a una comunità politica più vasta e alla quale dovrebbe chiedere scusa, invece di difendersi parlando di provocazione contro la prefettura.