Quello che non vi raccontano sul Magazzino Sementi

Quello che non vi raccontano sul Magazzino Sementi

Provo due sentimenti contrastanti leggendo delle mosse del Comune di Budrio sul Magazzino delle Sementi, cioè sulla grande opportunità dei 6 milioni di euro portati a casa dalla mia amministrazione la scorsa primavera.

Soddisfazione da un lato, tristezza dall’altro. Provo a spiegarmi, informandovi di qualcosa che volutamente non viene detto, ma che per Budrio può essere davvero importante.

Partiamo dalla soddisfazione

  • Innanzitutto, la Regione ha finanziato il percorso di partecipazione proposto dalla mia giunta a maggio, finalizzato a costruire – insieme a cittadini, scuole e associazioni – il modello di gestione e l’offerta culturale e sociale di quello spazio.
  • In questi giorni è arrivata una mail ai partner locali in cui si conferma in toto il contenuto iniziale del progetto e il metodo community organizing, che farà incontrare opportunità e bisogni in un processo creativo collettivo. Si prosegue quindi sulla strada tracciata nell’incontro molto partecipato del 24 aprile in Auditorium. Bene, chi oggi amministra ha cambiato idea, dopo il voto contrario nel Consiglio comunale del 10 aprile scorso all’accordo con la Città Metropolitana per i 6 milioni di euro.

Arriviamo alla tristezza

  • Diverse persone mi stanno scrivendo e chiamando, scontente (e sconcertate) per come Mazzanti sta affrontando il tema. Poco entusiasmo, dice lui, per un’opera poco utile alla comunità. Come dire “ci tocca farlo”, come fosse una palla al piede. Ma come? E’ il finanziamento più grande ricevuto dal comune; siamo il comune che riceve più soldi in relazione al numero di abitanti; il finanziamento copre gli interventi per il 100% delle opere (succede molto raramente); inoltre, consente di far fare un grande passo avanti alla viabilità e alla mobilità debole di tutta l’area, Vigorso compresa.
  • L’ho già detto e mi ripeto: serve rispetto verso chi ha partecipato agli incontri preparatori ad aprile. E per rispetto dei cittadini e dei soldi pubblici, non si può trattare questa grande opportunità con sufficienza e distacco. 1) Ci sono comuni che hanno ricevuto molto meno (o niente) che ci invidiano; ci sono sindaci che farebbero le capriole di felicità. 2) Può non piacere l’idea di recuperare un edificio certamente impegnativo, peraltro proprietà di privati fino al 2001, acquisito dal comune in modo abbastanza incomprensibile. Ma 6 milioni di euro restano una grande opportunità, anche in termini di indotto economico e lavorativo.
  • Davvero non si vede il potenziale attrattivo in ambito culturale, sociale ed educativo che un luogo del genere può rappresentare? Si può essere totalmente disattenti su questo, ma a Budrio cultura e associazionismo sono la spina dorsale della comunità, che piaccia o no. Dunque, mi aspetto quanto meno un’attenzione maggiore. Può non piacere anche la dimensione metropolitana che abbiamo sviluppato per il teatro e le torri dell’acqua, ma questo è un orizzonte necessario per Budrio, a meno che non ci si voglia rinchiudere in se stessi, guardarsi l’ombelico, sentirsi autosufficienti, mandando in soffitta il lavoro svolto in questi anni che ci ha posizionato a livello metropolitano e regionale, e anche internazionale.
  • E infine, davvero non si ritiene importante il miglioramento della qualità urbana di un’area complessa come quella della stazione ferroviaria? Budrio può migliorare e bisognerebbe impegnarsi a fondo perché questi 6 milioni di euro vadano a buon fine e vengano spesi nel modo migliore. Sì, perché le due cose stanno insieme: non ci sono opere di viabilità senza il recupero dell’edificio.

Concludo con un auspicio: la progettazione esecutiva da consegnare entro settembre alla Città Metropolitana sarà messa a disposizione di Budrio grazie a un accordo con la Fondazione Rossini di Pesaro, proprio quella tanto criticata dall’attuale maggioranza per l’assegnazione dei propri terreni a giovani aziende locali. La fondazione, a sua volta, ha proposto al comune un importantissimo progetto di valorizzazione del patrimonio immobiliare che coinvolge anche il Comune di Pesaro. E’ bene tenersi stretta questa proposta che potrà attirare una mole davvero importante di investimenti e di indotto economico (si parla di decine di milioni di euro) in ambito sociale, agricolo e universitario.

Insomma, ci sono grandi opportunità da cogliere per Budrio e da seguire passo passo, altro che poco entusiasmo!


Rassegna stampa:
articolo del Resto del Carlino Bologna