Rilanciamo il PD a Budrio. Rifondiamo il PD nazionale.

Rilanciamo il PD a Budrio. Rifondiamo il PD nazionale.

Lunedì 16 settembre, il direttivo PD Budrio mi ha eletto all’unanimità segretario reggente del circolo.  Questo è il discorso che ho fatto all’inizio dell’assemblea

 

Cari amici, cari compagni,

inizio col dire che mai come in questo momento c’è bisogno di impegnarsi, di esserci, di tenere in piedi, vivo e attivo, il Partito Democratico. Ognuno lo faccia dove e come può: a noi il compito di farlo nel nostro territorio.

Ringrazio chi nelle scorse settimane mi ha chiesto di ricoprire il ruolo di segretario reggente del nostro circolo.

E ringrazio Giovanni per il lavoro di questi due anni, in una fase non facile sotto molti punti di vista.

È stata un’estate convulsa. Nessuno avrebbe previsto, anche solo un mese fa, questo esito. Un esito rischioso e pericoloso, perché se non va in porto si dissolve non solo il PD, ma anche il sistema democratico per come lo abbiamo conosciuto finora. Ne siamo tutti consapevoli. Ma è stato anche un esito necessario, giusto, forse tardivo: oggi possiamo dirci che pensarsi per sempre all’opposizione è sbagliato dal punto vista tecnico (le maggioranze si fanno in parlamento, dice la Costituzione) e dal punto di vista delle prospettive politiche, che infatti dopo 14 mesi di disastri giallo-verdi sono cambiate profondamente per tutti noi. Una situazione eccezionale, inedita e molto inaspettata.

Su questo esprimo un solo concetto al di là dell’importanza dell’assunzione di responsabilità di questa fase che è evidente a tutti: non ci basterà capire cosa proporre al Paese per il futuro e farlo nel migliore dei modi (sarebbe già tantissimo). Io sono tra coloro che pensano che i limiti della nostra azione e della nostra visione ci impongano di rifondare il PD. I tempi nuovi, i cambiamenti profondi in atto a livello globale, nel lavoro, nelle relazioni tra le persone, impongono di aprirsi al “buono che c’è fuori da noi”. Una sfida così si affronta sapendo che non si resterà ciò che si era prima. Cambiare il nostro partito, non i valori di riferimento della sinistra ,anche per tornare a essere pienamente credibili e affidabili. Abbiamo dato l’idea, anche in questa fase, di essere malati di governismo, quando invece il nostro obiettivo è usare bene il potere politico e amministrativo per migliorare le condizioni di vita di milioni di persone, dare un futuro e una prospettiva al Paese.

Mi soffermo su aspetti che riguardano la dimensione locale. Concretamente, noi abbiamo bisogno, appena finito l’impegno della festa provinciale (che speriamo continui a lavorare bene come ha fatto finora), di spiegare e approfondire i temi e i contorni di questa fase. Aprire le nostre porte, portare fuori iniziative politiche che siano momenti di incontro e di approfondimento su questa fase così delicata e importante.

Su Budrio poche parole, ma necessarie: siamo ormai in vista della metà del mandato amministrativo guidato da Mazzanti. I temi del disastro, le mancanze, i passaggi a vuoto, i peggioramenti sono sotto gli occhi di tutti e non sto qui a elencarli. Ciò che si è reso evidente, in quest’ultimo periodo, è il bisogno di opposizione. Ce n’è bisogno come l’aria e per fortuna in questi due anni l’abbiamo fatta, con diverse forme, su diversi temi e con diverse intensità. Ma l’abbiamo fatta. Questo ha messo in difficoltà Mazzanti che è già in difficoltà di suo, ma che sappiamo essere ossessionato da noi, da cosa diciamo ogni volta che lui fa una mossa. Vado al fondo del ragionamento sull’opposizione: se a livello nazionale non è l’unico destino per tutta la legislatura, qui a Budrio non c’è altro da fare, perché il sistema elettorale dei comuni funziona così e perché siamo alternativi in tutto e per tutto all’assenza di progetti, di competenze e anche di passione denotata da questa maggioranza: una maggioranza solo nominale perché nei fatti non lo è più in paese (se mai lo è stata) e ormai neanche in Consiglio comunale.

In questo quadro Budrio Più è stato sia uno strumento, sia un luogo che ha saputo parlare a tante persone allargando i confini dei partiti; peraltro, grazie principalmente al capogruppo in consiglio comunale, Budrio Più ha saputo approfondire i temi amministrativi, facendo opposizione seria e puntuale, mai offensiva ma netta nei toni e nel merito. Mazzanti certamente ci ha aiutato, con errori e scivolate ormai quotidiane, ma un’opposizione serve e questo si aspettano i tantissimi cittadini scontenti. Non certo atteggiamenti attendisti o dialoganti, come se i più responsabili dovessero andare in soccorso di chi ha dimostrato incompetenza e anche poco amore per la comunità e per le istituzioni. Noi siamo alternativi a Effetto Budrio e a Mazzanti, tanto da ritenere che quel movimento non sia più utile a Budrio e che comunque non sia più un interlocutore credibile per nessuno in paese: del resto sappiamo che l’ordine che si è costituito non ruota certo intorno alla lista civica, ma ad altri circoli e altre dimensioni politiche e prepolitiche. A volte, parlando con i nostri elettori si ha l’impressione che ci venga chiesto di uscire dal mood della sconfitta per fare opposizione, cioè porsi come alternativa al plateale fallimento dei civici. Ci viene chiesto cioè di tornare ad amministrare Budrio e dobbiamo prepararci a questo, come squadra, come gruppo dirigente unito e solidale, nel PD e intorno al PD. Anche per questo motivo, molti nostri elettori (e non solo) adesso aspettano che sia il PD a esprimersi e a organizzarsi. Nelle forme e nei modi che decideremo insieme qui e lo faremo coordinandoci con le persone e le forze (fuori e dentro la politica) che vorranno stare in questo percorso, condividendo con loro il punto di vista su Budrio.

Nelle prossime settimane e nei mesi prima della fine dell’anno dovremo fare alcune cose molto concrete, ma piene di significato politico. Faccio alcune proposte impegnative certo, ma che credo siano alla nostra portata:

– innanzitutto, dobbiamo ampliare l’attuale segreteria politica, con un nucleo di persone a cui andranno incarichi politici e organizzativi precisi (anticipo che ho intenzione di coordinare ma anche di delegare);

– si deve rimettere mano al tesseramento: riattivarlo, parlare con tutti, anche coloro che negli ultimi hanno rinunciato alla tessera del PD per motivi politici o anche solo perché non ci hanno più sentiti o visti (è un lavoro stancante che porta via tempo, ma fondamentale);

organizziamo la nostra iniziativa pubblica a Budrio e nelle frazioni per affrontare i temi nazionali del nuovo governo e i temi locali che preoccupano noi e migliaia di cittadini, con più di un occhio alla Regione, visto che ci aspetta questa sfida elettorale

realizziamo una serie di incontri con il mondo che ci circonda qui a Budrio: prima di tutto i partiti che orbitano nell’area del centrosinistra; ma ci dobbiamo incontrare anche con i mondi dell’associazionismo e dello sport (così bistrattati ultimamente) per sentire la loro opinione e conoscere i loro problemi;

– oltre a tutto questo serve rilanciare l’autofinanziamento, dopo l’ottima riuscita della festa de l’Unità di Mezzolara, con almeno un pranzo con la presenza di un esponente nazionale di rilievo e con il candidato presidente della Regione (cercando di capire quando si voterà).

Come vedete l’approccio è molto operativo, organizzativo e concreto, ma non dovremo trascurare la dimensione della condivisione politica, sia sui temi locali sia su quelli nazionali.

So che abbiamo forze numeriche e motivazioni politiche che ci permettono di reggere questo sforzo e queste sfide.

Buon lavoro a tutti noi!