SanPa. Una docuserie da vedere

SanPa. Una docuserie da vedere

Guardare su Netflix la docuserie SanPa aiuta a non dividere il mondo in buoni e cattivi e ad apprezzare le sfumature del grigio.

Io credo che a questo mondo
Esista solo una grande chiesa
Che passa da Che Guevara
E arriva fino a Madre Teresa

Passando da Malcom X
Attraverso Gandhi e San Patrignano
Arriva da un prete in periferia
Che va avanti nonostante il Vaticano

(Io penso positivo, Lorenzo Jovanotti, 1994)

Il lavoro di Carlo Gabardini, Gianluca Neri e Paolo Bernardelli non lascia indietro niente: inquadra i fatti nel loro contesto storico, ricostruisce correttamente la vicenda, restituisce i sentimenti popolari che l’hanno attraversata. E poi consente di capire ciò che è successo e spinge a farsi un’opinione necessariamente sfumata, problematica e piena di “se” e di “ma”.

Di quella fase stupisce (e amareggia) il dibattito fortemente polarizzato tra sostenitori e critici. Gli entusiasmi da “paraocchi” sono ben rappresentati dalla sgradevole testimonianza a senso unico di Red Ronnie, tanto da apparire esagerati e aridi. E anche la citazione di Jovanotti non è casuale: riflette il clima di quegli anni, ma anche il frullatore mediatico e culturale in cui entra la vicenda.

Si può certamente dire che l’intuizione di Vincenzo Muccioli si inserì in un vuoto lasciato dalle istituzioni (tutte), impreparate e disinteressate a un fenomeno che devastava vite e famiglie, senza che ci sia mai stata una vera attenzione pubblica alle soluzioni, sia emergenziali sia strutturali. E senza che nessuno sia mai andato alla radice del problema.

Di Muccioli emerge l’enorme carisma messo al servizio della lotta all’eroina. Una lotta che smontò nei fatti l’idea che il “potere coattivo” (l’uso legittimo della forza) fosse una prerogativa dello Stato.

La messa in discussione di uno dei pilastri dello stato di diritto è ciò che colpisce di più. Ed è la cosa, ai miei occhi, più inquietante. Un cittadino, in una struttura privata, può arrogarsi il diritto di usare (in modo più o meno sistematico) la violenza? Farlo per estirpare la tossicodipendenza può giustificare lo sconfinamento nell’illegalità e nell’arbitrio?

Non c’è alternativa: la risposta è no. Ma non basta. Per questo la docuserie torna utile.

 

Una considerazione sull’oggi.

“Sembravano degli zombie” risuona nelle parole dei testimoni. Così il fenomeno creò allarme sociale e, con i riflettori puntati, diventò anche strumento di polemica e consenso politico.

Quelle scene ai giardinetti sotto casa non le vediamo più da un pezzo. Ma, rispetto a oggi, tra gli anni 70 e 80 non girava più “roba” e le dipendenze non erano meno impattanti. Piuttosto, tutto era più visibile e socialmente inaccettabile.

Non si può non vedere ciò che avviene in alcuni ambienti e nei quartieri di diverse città italiane. Interi pezzi di economia sono nelle mani dello spaccio e delle mafie, mentre la cocaina è la ragione di vita di un gran numero di persone.

Oggi sappiamo che San Patrignano lavora positivamente in un contesto ordinato e regolato. È forte la consapevolezza della violenza distruttiva dell’eroina, ma ovunque è diffuso l’uso degli oppiacei che in troppi casi diventa dipendenza.

Insomma, non sono scomparse le droghe, i drammi familiari, l’assenza di prospettive di vita, l’enorme flusso di denaro che ingrassa le organizzazioni criminali. Conviene rifletterci su.


 

Per approfondire, qui alcuni articoli davvero interessanti sul tema:

La prima volta che ho visto San Patrignano ero in astinenza. Cosa vuol dire guardare SanPa, la nuova serie di Netflix, per chi è stato in un’altra comunità. Di Clara Mazzoleni

Testimone informato sui fatti. Quello che so e che ho rivisto nell’importante serial televisivo SanPa. Di Filippo Vendemmiati

Eroina S.p.A. – Inchiesta di Joe Marrazzo andato in onda su Rai Due il 26 ottobre 1980

L’orgoglio di SanPa: “Così la comunità ha cambiato pelle”. Di Rosario Di Raimondo