Tre riflessioni sul ritorno dei cassonetti dei rifiuti a Budrio

Tre riflessioni sul ritorno dei cassonetti dei rifiuti a Budrio

Scrivo qui alcune brevi riflessioni sul ritorno dei vecchi cassonetti per i rifiuti a Budrio. Premetto che il mio è un approccio molto laico e aperto, scevro da qualsiasi considerazione che non abbia a che fare con il merito della questione.

Innanzitutto è bene condividere una notizia che in troppi facciamo finta di dimenticare: dove non c’è il Porta a Porta, i gestori (nel nostro caso Hera) calcolano il peso della differenziata sulla base di ciò che trovano nei cassonetti stradali, qualsiasi cosa ci sia in quei bidoni. Quindi diciamoci la verità tra comuni, una volta tanto: la percentuale di differenziata di chi ha i cassonetti stradali non ha lo stesso valore della percentuale di chi raccoglie i rifiuti Porta a Porta. Cioè, in realtà, la prima è una percentuale più bassa. Oppure, se vogliamo essere più precisi: i comuni con i cassonetti stradali inviano allo smaltimento una differenziata sicuramente più “sporca”, più “impura”.

Prima riflessione: il Porta a Porta nasce inevitabilmente come una “forzatura”: obbliga a differenziare e a farlo sostanzialmente bene, responsabilizzando i singoli cittadini; induce una significativa riduzione del monte rifiuti e una più spiccata attenzione ai comportamenti quotidiani e agli acquisti. Non è immediatamente un sistema economico ma lo può diventare, comporta alcuni disagi soprattutto all’inizio, ma anche importanti comodità soprattutto per alcune fasce di popolazione e per alcune aree di territorio.

Seconda: questa “forzatura” serve a responsabilizzare tutti e ognuno. Sin dall’inizio, la previsione è sempre quella di tornare negli anni (per la verità dopo molti anni) alle aree ecologiche. È ciò che è successo dove prima ci si è responsabilizzati e abituati alla differenziata attraverso il Porta a Porta, poi si è tornato alle aree ecologiche. Ovviamente, in Italia e in Europa, le regioni e i territori più avanzati e civili lo hanno fatto con modalità ben precise e non ritornando allo stato iniziale delle cose. Non serve andare lontano per vederlo: basta andare in vacanza qualche giorno in Trentino o in Alto Adige dove si vedono cassonetti interrati, calotte e bidoni intelligenti, aree di una certa dimensione ma in numero molto inferiore a quelle a cui siamo abituati noi.

Terza: ciò a cui assistiamo a Budrio è una scommessa, quasi un salto nel vuoto. Dopo 5 anni i cittadini sono già tutti pronti a differenziare nei cassonetti stradali esattamente come se ci fosse ancora il Porta a Porta: questo è l’assunto sociologico ed ambientale dal quale sembrano partire i nostri cosiddetti civici che ricoprono cariche a Budrio. Per carità di Patria, escludo tra le motivazioni di questa scelta la necessità di “fare qualcosa” e “dare un segnale” ai loro elettori arrabbiati e in fuga, nel deserto politico e amministrativo di questi primi tristi anni di mandato. Benissimo, dunque, la fiducia accordata ai cittadini: “avete differenziato benissimo fino a qui con il Porta a Porta, lo farete benissimo anche con i cassonetti”, anche se questi possono indurre (e nascondere) comportamenti sbagliati e più comodi.

Ma questa fiducia viene accordata senza nessuna innovazione e miglioria. Si torna ai vecchi cassonetti punto e basta. Sono gli stessi cassonetti di prima, non intelligenti, senza calotta, senza identificazione di chi conferisce rifiuti e senza il conteggio di quante volte lo fa. Resta ciò che c’era già: il bidoncino grigio taggato e svuotato Porta a Porta, anche perché la tariffa puntuale sarà un obbligo di legge tra pochi mesi. Insomma, nessun passo avanti, nessuna innovazione. Quindi nessun nuovo sistema che premia i buoni comportamenti, le famiglie virtuose, lo sforzo ambientale delle persone nel differenziare ma anche nel ridurre i rifiuti. Esattamente il contrario della direzione in cui si stava andando (con importanti premi in bolletta negli ultimi anni) e in cui stanno andando tutti i comuni che vogliono migliorare le proprie performance ecologiche.

Detto tutto questo, sperando di aver dato un contributo sereno, utile e nel merito, voglio sottolineare che Budrio avrebbe molto di più da dire e da esprimere, andando oltre un dibattito sui rifiuti da anni carico di odio e falsità. Peccato che le straordinarie risorse materiali e immateriali di Budrio non siano, oggi, minimamente valorizzate per il bene della comunità. Ma questo è un altro, triste discorso.

Buona fortuna a tutti noi e buona estate!